Leonardo pedala per 9.125 km contro il diabete, da Spilamberto a Capo Nord e poi Atene

Trasformare ogni iniezione di insulina in un chilometro in sella alla bicicletta: la straordinaria sfida di un giovane modenese per celebrare la vita dopo la malattia

Il 27enne modenese Leonardo Varroni è pronto a intraprendere un’impresa eccezionale, un lungo viaggio in solitaria che unisce sport, resilienza e una profonda motivazione personale.

Originario di Spilamberto, il giovane ha deciso di mettersi alla prova con una sfida estrema per ricordare una data che ha segnato uno spartiacque decisivo nella sua esistenza. Un viaggio supportato da AGD Modena, l’associazione che supporta sul territorio le famiglie di bambini e ragazzi con diabete.

“Questo viaggio nasce da un episodio traumatico della mia vita, dalla diagnosi di diabete di tipo uno – racconta Leonardo – Parliamo del 18 agosto 2021, quando io entrai in pronto soccorso a Modena a un passo dal coma e i medici mi dissero che ero stato veramente fortunato ad essere ancora vivo perché le condizioni erano critiche. Io non conoscevo il diabete, non sapevo nulla, non avevo assolutamente idea di cosa stava succedendo e quindi è stato ovviamente un episodio drammatico e scioccante della mia vita. Poi da lì mi sono rialzato e diciamo che in questi anni ho accettato subito il diabete e l’ho inserito all’interno di tanti elementi che compongono la mia vita, ovviamente forzatamente perché ora la mia vita dipende dall’insulina”.

La patologia, tuttavia, non ha frenato la sua sete di avventura e scoperta. “I viaggi, lo sport, insomma è diventata una parte fondamentale della mia esistenza e quindi cinque anni dopo per celebrare il quinto anniversario di questa diagnosi ho fatto un calcolo. Ho detto: ma quante iniezioni di insulina mi sono fatto in questi anni per restare vivo, per gestire la malattia? Circa cinque iniezioni al giorno per cinque anni, è venuto fuori il numero 9125. Cosa faccio con questo numero che è un numero molto alto? Allora ho pensato di pedalare, di trasformare ogni iniezione in qualcosa di tangibile, di concreto e quindi una pedalata. 9125 chilometri in bicicletta, appunto per celebrare questo anniversario”.

Il percorso sarà lunghissimo e attraverserà verticalmente quasi l’intero continente europeo. “Partirò da Spilamberto domenica 28 giugno in bicicletta e mi dirigerò alla volta di Capo Nord, che è il punto più a nord d’Europa in Norvegia, oltre al Circolo Polare Artico, quindi attraverserò il Nord Italia, l’Austria, la Germania, la Danimarca, parte della Svezia e poi la Norvegia fino a Capo Nord. E poi da lì, che dovrebbero essere circa 4000 o 4500 chilometri un po’ dipendendo dalla strada che scelgo di fare, mi dirigerò a sud attraversando un po’ la Scandinavia, i Paesi Baltici e poi fin dove potrò arrivare, il luogo finale diciamo che ho messo è Atene, perché è il luogo dove tutto è iniziato, dove ho avvertito i primi sintomi di diabete. Quindi in un totale di 9125 chilometri in bikepacking, quindi con una bicicletta attrezzata con le borse”.
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La sfida di Leonardo. Un chilometro in bici per ogni dose di insulina: “Il diabete non mi ferma”

L’impresa di Varroni: quasi diecimila chilometri da Capo Nord alla Grecia

In bici per quasi 10mila chilometri, attraversando 17 paesi, da sud a nord e poi ancora verso sud, fino alla Grecia, per reagire con il sorriso e lo sport alla malattia e lanciare un messaggio di coraggio e libertà. È l’impresa che domenica affronterà Leonardo Varroni, 27enne di Spilamberto, affetto da diabete di tipo 1. Ogni chilometro per ogni dose di insulina che si è dovuto iniettare in cinque anni. “Questo viaggio nasce da un episodio traumatico della mia vita, il 18 agosto del 2021 entrai al pronto soccorso a Modena ad un passo dal coma, i medici mi dissero che ero stato veramente fortunato ad essere ancora vivo perché le condizioni erano critiche – racconta Leonardo – non conoscevo il diabete, non avevo assolutamente idea di cosa mi stesse succedendo, è stato un momento drammatico, scioccante della mia vita, poi da lì mi sono rialzato, ho accettato la malattia, ora la mia vita dipende dall’insulina però i viaggi e lo sport sono diventati una parte fondamentale della mi esistenza”. Cinque anni dopo Leo ha così deciso di compiere un’impresa speciale, percorrere per la precisione 9125 chilometri, quante sono le dosi di insulina che si è iniettato cinque volte al giorno per cinque anni. Da Spilamberto raggiungerà Capo Nord, attraversando Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia, da lì tornerà verso sud attraverso i Paesi Baltici con destinazione finale Atene dove tutto è iniziato. “Dopo il periodo del covid stavo realizzando un sogno, ero da mesi in Grecia, volevo vivere una vita da nobile digitale – ricorda il ragazzo – poi la diagnosi e tutto è crollato; in pochi giorni sono passato da un lettino in Grecia ad un letto di ospedale”. L’avventura di Leonardo Varroni è possibile anche grazie all’Associazione Giovani Diabetici di Modena. “In Emilia Romagna ci sono circa 8000 persone con diabete di tipo 1, poco più di un migliaio hanno meno di 18 anni – spiega il presidente dell’associazione Daniele Bandiera – è una patologia che, essendo autoimmune, si scatena con la mancata produzione dell’ormone dell’insulina del pancreas, la causa è ancora sconosciuta. Questi bambini/ragazzi hanno un impegno gande, diventano autosufficienti molto prima dei loro coetanei. E’ una malattia che va vissuta e condivisa anche tra i più piccoli attraverso la rete, noi con l’associazione siamo ance nelle scuole, è importante che l’intera comunità la conosca. Con Leo abbiamo un esempio che tutto si può fare anche con il diabete”. Leonardo Varroni non è nuovo a queste avventure, due anni fa ha scalato in Bolivia un monte di 6.500 metri. Tra pochi giorni salirà in sella alla sua bicicletta attrezzata di tutto; zaino, tenda e naturalmente l’insulina che gli serve per vivere. “Credo che il messaggio più forte a prescindere che uno abbia il diabete o meno – conclude Leonardo – è che è sempre possibile rialzarsi, nella sfortuna di una malattia cronica, ci si può rialzare più forti e comunque continuare a perseguire i propri sogni”.
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