|
L'attività fisica è un elemento essenziale per il benessere di qualsiasi persona, in particolare se giovane, e ancor più se si tratta di un giovane con il diabete.
Non tutti gli sport sono uguali sul piano metabolico e diversi sono anche i vantaggi che i diabetici possono trarne. Le parole “aerobico” e “anaerobico” si riferiscono alla capacità dei muscoli di “bruciare” il glucosio in presenza o in carenza di ossigeno. Nel primo caso il glucosio sarà “bruciato” completamente fornendo molta energia e inoltre ha la caratteristica di un’alta resa energetica. In caso di esercizi svolti con metabolismo prevalentemente anaerobico il glucosio sarà “bruciato” solo in parte producendo poca energia e una scoria chiamata acido lattico che “intossica” i muscoli. Naturalmente gli sport più adatti al diabetico sono quelli aerobici specie se effettuati a media intensità in modo da “allenare”, ma non affaticare il cuore.
| SPORT AEROBICI |
SPORT ANAEROBICI |
| Jogging |
Calcio |
| corsa lenta |
Tennis |
| Sci di fondo (lento) |
Pallavolo |
| Nuoto (lento) |
Basket |
| Ciclismo (lento, in piano) |
Sci alpino |
| Danza aerobica |
Body building |
| Pattinaggio |
Ciclismo su pista,corse brevi veloci |
I diabetologi raccomandano gli sport aerobici, si possono effettuare con successo anche, gli sport di squadra (calcio, basket, pallavolo etc.) che sono aerobici- anaerobici alternati. Alcuni altri, invece sono senza dubbio sconsigliati perché in sé già pericolosi o perché un’ipoglicemia potrebbe produrre gravi conseguenze. Essi sono gli sport di contatto (lotta libera, arti marziali nella versione da combattimento), gli sport motoristici (automobilismo, motociclismo) e gli sport che si svolgono in ambiente pericoloso (attività subacquee con uso di respiratore, alpinismo, paracadutismo). Anche se non vi è una proibizione formale e c’è qualche diabetico particolarmente motivato e audace che li pratica, meglio divertirsi…senza correre rischi! L'attività sportiva, oltre a far bene alla salute di chiunque, aiuta il giovane diabetico a rendere più regolari e controllabili i livelli di zucchero nel sangue. E' buona norma iniettarsi l'insulina in zone non coinvolte direttamente nell'esercizio fisico (prediligere la regione periombelicale).
L’EQUIPAGGIAMENTO DELL’ATLETA DIABETICO
Il vestiario deve essere leggero e consentire una normale traspirazione della pelle per evitare il rischio di colpi di calore. Le scarpe devono essere di buona qualità, comode, senza cuciture interne, ben ammortizzate e dovranno avere un plantare amovibile, sostituibile con uno specifico in caso di cavismo o eccesso di carico a livello delle teste metatarsali (attenzione alle callosità in quel punto!). Anche i calzini sono importanti: essi devono essere di materiale spugnoso in modo da evitare gli sfregamenti e la relativa formazione di bolle. Un cappellino e una borraccia di acqua, non devono mai mancare. Possono essere utili bevande blandamente zuccherate contenenti sali minerali, reperibili facilmente in commercio; la quantità di acqua necessaria varia a seconda della temperatura esterna ma non deve mai essere inferiore a 200 ml/ora di attività sportiva. Si ricorda che una disidratazione eccessiva può essere molto pericolosa nel diabetico. Va infine tenuto presente, per chi va in montagna che oltre 2500 m di altezza alcuni reflettometri per l’autocontrollo glicemico possono dare valori lievemente differenti rispetto al livello del mare, a causa della diversa pressione parziale dell’ossigeno, della variazione dell’ematocrito e della basse temperature.
IPOGLICEMIA DA ATTIVITA' FISICA
L’ipoglicemia da esercizio fisico è prodotta dall’aumento della sensibilità insulinica e dalla riduzione delle scorte di glicogeno in rapporto all’aumentato dispendio energetico.Alcuni ragazzi possono scambiare i sintomi dell’ipoglicemia con quelli tipici della fatica da esercizio fisico.Ignorare i sintomi può provocare una ipoglicemia grave immediatamente dopo l’esercizio. Al contrario la paura di una reazione ipoglicemica può talora comportare una eccessiva introduzione di cibo sotto forma di snack o addirittura il fatto di evitare completamente l’attività.L’ipoglicemia può essere prevenuta dagli snack prima dell’esercizio fisico, durante o anche alla fine dell’esercizio in rapporto al tipo di attività (prevalentemente aerobica o anaerobica o mista) e alla sua tempistica a sua volta in rapporto al pasto del ragazzo e al tipo di terapia insulinica utilizzata.Quando si considera il tipo e la quantità dello snack e’ importante considerare la quantità dell’insulina che andrà ad agire durante e dopo l’esercizio fisico, la distanza dall’ultimo pasto e la durata /intensità dell’attività fisica.La pianificazione degli snack e la pianificazione in generale dei pasti dovrebbe anche riflettere il tempo dedicato giornalmente all’attività fisica organizzata e all’attività spontanea tipica del ragazzo e dell’adolescente. Coloro che interagiscono con il ragazzo regolarmente come i genitori, l’allenatore, il preparatore atletico, gli amici ed i compagni di squadra, dovrebbero conoscere quali sono i sintomi dell'ipoglicemia del ragazzo e saper instaurare un trattamento. Occorrerebbe anche avere sempre disponibile e a portata di mano degli snaks , zucchero e bevande zuccherate ai bordi del campo o nella borsa del ragazzo IDDM. Per tale ragione può essere una buona idea per i genitori partecipare o comunque essere disponibili nei primi periodi di attività fisica quando possibile. Inoltre il medico o l’assistente sanitario dovrebbero assicurare sia il ragazzo che i genitori che una reazione ipoglicemica non automaticamente significa che egli deve abbandonare il campo di gioco una volta che l’ipoglicemia sia risolta, anzi , spesso , è rassicurante ed appropriato farlo ritornare a giocare.
IPERGLICEMIA DA ATTIVITA' FISICA
L’iperglicemia da esercizio interviene per deficienza insulinica. Quando la glicemia sale al di sopra di 250 mg/dl e’ bene fare un test delle urine per la ricerca dei corpi chetonici. Se sono presenti i corpi chetonici nelle urine è importante ritardare o rimandare l’esercizio fisico fino a quando essi non scompariranno. In caso di assenza di chetonuria l’esercizio fisico è accettabile fino a quando la glicemia non superi 300 mg per dl. A volte i livelli glicemici possono essere elevati immediatamente dopo sport competitivi o esercizio fisico intenso per effetto dell’attività adrenergica. In questa situazione se la chetonuria è assente, cosa che suggerisce livelli insulinemici sufficienti, una strategia efficace potrebbe essere di ridurre significativamente gli snack pre-esercizio. In alternativa si potrebbe ridurre lo snack soltanto di poco e rivalutare la dose insulinica quando il ragazzo si trova nella medesima circostanza. Quando l’attività è programmata una o due ore dopo il pasto può non essere necessario aggiungere i carboidrati all’inizio ma sarà necessario farlo durante e dopo l’attività.
ADATTAMENTO DEGLI SNACK E DELLA DOSE INSULINICA
È consueto fra i ragazzi correggere l’ipoglicemia con barrette di cioccolato. Anche se in realtà molti lo usano con buoni risultati è bene tenere presente che il grasso contenuto nella cioccolata può ritardare l’assorbimento dei carboidrati e questo può essere controproducente. Per questa ragione uno snack più adatto potrebbe essere rappresentato dai cracker che sembrano più efficaci. È anche possibile che l’aggiunta di snack possa causare un aumento della glicemia dopo l’esercizio: quando questo accade è buona regola imparare a ridurre la quantità dello snack .Infine bisognerebbe adattare la dose insulinica già preventivamente se l’esercizio e’ programmato.Spesso i ragazzi riferiscono di poter cambiare le loro dosi perché “sentono “ la loro glicemia ma come abbiamo già detto prima alcuni ragazzi possono confondere le sensazioni create dall’attività fisica con quelle dell’ipoglicemia.Per questa ragione è molto importante misurare effettivamente la glicemia dopo l’esercizio fisico per valutare gli effetti dell’esercizio individuale e per fare quindi gli adattamenti necessari.Se la glicemia è inferiore a 100 mg /dl dopo l’esercizio è bene assumere 15 -30 gr. di carboidrati immediatamente e rivalutare lo schema di alimentazione o snack prima dell’esercizio o l’adattamento insulinico prima dell’esercizio.I ragazzi e gli adolescenti come gli adulti vanno facilmente incontro alla ipoglicemia tardiva post esercizio: nella gran parte dei casi è buona regola assumere uno snack molte ore dopo l’esercizio e ridurre la dose di intermedia serale. La pianificazione dell’attività fisica nei ragazzi diabetici dovrebbe tendere a raggiungere almeno due obiettivi:
-
valutazione preliminare delle necessità fisiche e degli adattamenti necessari in termini di alimentazione e di richiesta di insulina
-
valutazione delle necessità psicologiche del ragazzo e dell’approccio nei confronti del diabete
Il ragazzo potrebbe infatti essere imbarazzato nei confronti della malattia o magari, invece, anche sentirsi a suo agio.
ASPETTI LEGALI
In Italia, la legge 115/87 afferma, anticipando quanto poi sancito dalle dichiarazione di S. Vincent, che “ la malattia diabetica non costituisce motivo ostativo al rilascio del certificato di idoneità fisica….., per lo svolgimento di attività- fisiche a carattere agonistico”. Il certificato di idoneità fisica, quindi, può essere rilasciato direttamente dal pediatra curante, in caso di partecipazione alle lezioni di educazione fisica, iscrizione in palestra, piscina ed altre attività amatoriali come i giochi della gioventù. Per l'attività agonistica vera e propria (consentita peraltro solo da una determinata età in poi, variabile a seconda del tipo di sport di squadra), la legge 115/87 prevede che la certificazione venga rilasciata dallo specialista in medicina dello sport (come per tutti gli altri ragazzi) previa presentazione di un certificato del diabetologo curante attestante lo stato di malattia compensata, la capacità ottimale di autocontrollo del ragazzo e l’assenza di complicanze invalidanti). Quanto al tipo di attività da consigliare, i ragazzi diabetici possono partecipare alla maggior parte delle attività aerobiche e degli sport di squadra. |