Dormire, sognare, riposare: un toccasana per la salute. PDF Stampa E-mail
Scritto da Cassanelli Lino   
Mercoledì 09 Giugno 2010 20:59

Dormire bene e a sufficienza ogni notte: un buon sonno, stando alle molte ricerche scientifiche sull'argomento, sarebbe un toccasana per la salute e aiuterebbe a vivere di più, mentre gli insonni correrebbero un maggior rischio di sviluppare diverse malattie, come obesità, diabete di tipo II, patologie cardiovascolari e addirittura disturbi della memoria e dell'apprendimento. Per oltre il 10 per cento circa delle persone il momento di mettersi a letto diventa però un incubo e la percentuale degli insonni aumenta con l'età, raggiungendo, dopo i 60-65 anni, oltre il 30 per cento, sesso femminile in testa.

A raccomandare 6-8 ore quotidiane di sonno, né più né meno, è uno studio appena pubblicato sulla rivista Sleep, condotto da Francesco Cappuccio, direttore del programma "Sonno, Salute e Società" dell'Università di Warwick insieme a ricercatori dell'Università Federico II di Napoli, che hanno realizzato una revisione di dati di 16 lavori condotti in vari paesi del mondo su 1,3 milioni di persone. Dormire poco può diventare a lungo termine causa diretta di molte patologie, mentre dormire troppo può rappresentare un campanello d'allarme di un cattivo stato di salute. Nei più giovani sono necessarie invece più ore di sonno: gli adolescenti tra i 13 e i 18 anni hanno bisogno di 8 - 9 ore e mezzo, mentre i ragazzi più giovani possono richiedere dalle 9 alle 11 ore.

Forse molti non lo sanno, ma dormire male e poco favorirebbe anche l'accumulo di peso, mentre dormire bene e a sufficienza sarebbe utile per restare snelli. La mancanza di sonno potrebbe, insomma, portare a obesità, oltre che rendere più scontrosi, irritabili e stanchi. In pratica, la chiave sta nel legame tra sonno e produzione di sostanze ormonali (come la leptina), che regolano il senso dell'appetito, tanto che chi dorme poco o male tende a mangiare di più e in modo meno sano. Il rispetto degli orari del sonno fa dunque oggi parte delle strategie contro obesità e sovrappeso. Ma non solo. Un nuovo studio olandese dell'università Leiden, nei Paesi Bassi, pubblicato sulla rivista scientifica "Journal of clinical endocrinology and metabolism", conferma il rapporto tra sonno e insulina, anche nel brevissimo periodo di una notte, cioè un aumento della resistenza a questo ormone prodotto dal pancreas, che può portare al diabete di tipo II, caratterizzato da incapacità dell'insulina di controllare i livelli di glucosio nel sangue.

Le cause dell'insonnia? Stress, preoccupazioni lavorative ed economiche, disagi psicologici, malattie croniche, allergie alimentari, problemi respiratori, ma anche igiene del sonno scadente (andare a letto nei momenti sbagliati, uso di eccitanti, visione di film particolarmente "forti" prima di andare a dormire). L'insonnia compare nelle persone con disturbo bipolare e può essere un sintomo di iper-tiroidismo o depressione. A ridurre le ore di sonno possono contribuire anche l'ora legale, la cattiva alimentazione, il caldo estivo, il rumore, ma anche l'iPad, l'uso del computer prima di andare a dormire e l'abitudine di tenere gli schermi sempre illuminati, anche i minuscoli led della batteria in carica o quelli intermittenti dello stand-by.

Quanto alle cure, molti insonni si affidano a quelle "fai da te", sonniferi o altri sedativi, che alla lunga inducono dipendenza, mentre altri usano valeriana, camomilla passiflora e altre erbe. In realtà, se l'insonnia è cronica, è consigliabile evitare l'utilizzo di sedativi o sonniferi e rivolgersi ai centri di medicina del sonno sparsi nella penisola, per cercarne eventualmente le cause organiche (per esempio l'apnea ostruttiva notturna, malattie croniche, reflusso gastroesofageo, allergie) e trovare la cura più giusta.
Chi soffre di insonnia dovrebbe comunque eliminare del tutto la caffeina, dormire in un ambiente idoneo al riposo, silenzioso e non troppo luminoso, non usare il letto per altre attività oltre al sonno, in particolare leggere, scrivere o guardare la televisione, mantenere un orario regolare del ciclo sonno-veglia, andando a letto sempre allo stesso orario e non dormendo durante il giorno (è concessa una piccola "pennichella" di mezz'ora tra le 14 e le 16), mangiare in modo leggero e digeribile tre ore prima di addormentarsi, assumendo i carboidrati preferibilmente per la cena.

di Brigida Stagno Fonte: www.tiscali.it

 

 
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