Il microinfusore


Il Microinfusore PDF Stampa E-mail
Scritto da Amministratore   
Martedì 29 Dicembre 2009 23:49

MicroinfusoreMicroinfusore combinatoMicroinfusore

Il microinfusore è uno strumento dotato di un computer programmabile, un motore di precisione, un pistone e una cartuccia che contiene insulina. Con movimenti impercettibili diretti dal computer, il motore fa avanzare il pistone che spinge lo stantuffo della cartuccia, facendo così fluire l’insulina contenuta nella cartuccia verso un tubicino flessibile, il catetere. Il catetere termina con un’ agocannula inserita nel tessuto sottocutaneo, solitamente dell’addome o, più di rado, dei glutei (parte superiore). Seguendo le impostazioni ricevute, il microinfusore infonde nell’organismo quantità di insulina, anche minime, centinaia di volte al giorno (20 volte all’ora, una ogni 3 minuti nei modelli Roche Diagnostics). In linea di principio il microinfusore è costantemente collegato all’organismo. Tuttavia è possibile staccarlo sia per periodi brevi (1-2 ore) sia per periodi lunghi (in questo caso l’insulina và somministrata con una classica penna). È possibile anche rinunciare, per un certo tempo o per sempre, alla terapia con microinfusore e tornare alla terapia multi-iniettiva. La parte elettronica è composta da:

  • alcuni pulsanti che consentono di accedere ai diversi menù per eseguire le operazioni;
  • un display per visualizzare le funzioni e le informazioni;
  • due microprocessori (uno dei quali controlla l’altro) che elaborano le istruzioni, le traducono in impulsi diretti al motore, e allo stesso tempo rilevano eventuali errori di funzionamento attraverso centinaia di controlli al minuto.

Materiali di consumo

I microinfusori richiedono una certa quantità di materiali monouso (usa e getta). Si tratta delle cartucce (che vanno cambiate almeno una volta ogni 4-6 giorni e ogni volta che finisce l’insulina), delle agocannule (che vanno sostituite ogni 2-3 giorni) e dei cateteri (che vanno sostituiti insieme alla cartuccia). È importante quindi avere in casa una scorta di materiale sufficiente. Cartucce, cateteri, agocannule (e in alcuni casi anche le batterie) sono specifici di ogni modello. Il costo di acquisto degli apparecchi e degli accessori è completamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Cartuccia insulinaCartuccia

I microinfusori utilizzano solo insuline a breve durata d’azione: nella maggior parte dei casi si tratta dell’analogo rapido dell’insulina, definito anche ‘insulina ultrarapida’ (Novorapid di Novo Nordisk oppure Humalog di Eli Lilly), più raramente viene utilizzata l’insulina rapida regolare (Actrapid ‘R’ di Novo Nordisk o Humulin ‘R’ di Ely Lilly).
Rispetto a quest’ultima gli analoghi rapidi

  • iniziano ad agire più rapidamente, il che li rende particolarmente utili per controllare i picchi iperglicemici dopo i pasti o quelli rilevati occasionalmente;
  • finiscono di agire più velocemente, per cui l’effetto di un bolo si esaurisce nell’arco di 3-4 ore.

La cartuccia è simile a una grossa siringa e può contenere fino a 315 unità d’insulina (variabile a seconda dei modelli). Va riempita aspirando l’insulina dal flacone e poi posizionata nel microinfusore. Il modello Accu-Chek D-Tron plus non richiede questa operazione perché funziona con cartucce pre-riempite contenenti 300 unità di insulina-Lispro (Humalog), le stesse utilizzate nelle penne. L’insulina destinata a essere iniettata con il microinfusore non è diversa dalle altre insuline ed è soggetta alle medesime precauzioni: va tenuta il più a lungo possibile in frigorifero e riparata dagli sbalzi di temperatura.

Il set di infusione

Il set d’infusione è composto da due elementi: il catetere e l’agocannula (detta anche microcannula). Il catetere è un tubicino sottile, flessibile, che collega il microinfusore all’agocannula. In commercio esistono cateteri di diversa lunghezza; la gamma Roche Diagnostics, per esempio, prevede cateteri di 30, 60, 80 e 110 centimetri. L’agocannula, attraverso cui l’insulina proveniente dal catetere flessibile penetra nel sottocute, è composta da:

  • un ago metallico che, inserito all’interno di un tubicino sottile (cannula), funge da guida per inserire quest’ultimo nel sottocute; dopo l’inserimento, l’ago in metallo viene tolto e rimane l’agocannula vera e propria realizzata in Teflon morbido, comodo, ipoallergenico;
  • un cerotto che assicura la stabilità dell’agocannula. Tutti questi elementi sono venduti in confezioni sterili e monouso. Non possono essere mai riutilizzati e devono essere sostituiti al massimo ogni 3 giorni. Esistono anche aghi in metallo, usati soprattutto in passato. Le agocannule possono essere dritte o angolate. A seconda dell’angolo formato, si distinguono in agocannule angolate a 30, 45 e a 90°.

Quanto è facile ‘staccare’

In alcune occasioni può rendersi necessario disconnettere il microinfusore per qualche tempo. La maggior parte dei cateteri può essere staccata in ogni momento dall’agocannula senza rimuovere quest’ultima dalla cute.
Una volta staccati, il catetere e l’agocannula vengono protetti ciascuno da uno specifico cappuccio incluso nella confezione. In un set d’infusione come Tender di Roche Diagnostics, l’agocannula si collega al catetere attraverso un sistema ‘a spinotto’ che produce, una volta inserito, un “clic” facile da riconoscere anche senza guardare.

Scegliere e ruotare il sito d’infusione

Generalmente l’agocannula viene inserita a livello addominale nello strato di grasso sottocutaneo. Lo strato non dovrà essere troppo spesso perché questo rallenterebbe l’assorbimento dell’insulina; il diabetico in sovrappeso che porta il microinfusore potrà quindi preferire siti più esterni, sopra le anche per esempio.
Meglio non applicare il set in corrispondenza della cintura dei pantaloni o dell’elastico di una gonna: la pressione o lo sfregamento potrebbero interrompere il flusso dell’insulina o staccare il set.
Le regole sulla rotazione del sito di iniezione apprese e messe in atto con la classica terapia multiiniettiva valgono anche per la rotazione del sito di infusione con la terapia microinfusiva. Con quest’ultima la scelta del sito è resa facile dal fatto che in un mese occorre cambiare 10-15 siti diversi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Dicembre 2009 00:17